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Il 28 gennaio 1944 un bombardamento alleato distrusse il ponte ferroviario di Allerona, nei pressi di Orvieto, in Umbria.
Al momento del bombardamento, il ponte era occupato da un treno tedesco con a bordo circa 1500 prigionieri alleati, provenienti dal campo di prigionia di Fara Sabina e diretti in Germania. Fu una strage.
Gli anziani del luogo ricordano ancora bene quel giorno terribile, ma la grande storia sembrava averlo completamente dimenticato.
Un anno e mezzo fa, grazie al fortunato ritrovamento in una asta online di alcune foto scattate poco dopo il bombardamento da un soldato austriaco di stanza a Orvieto nel 1944, si è riacceso l'interesse per quella vicenda, che è stata riportata all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale e internazionale.
Le foto riportano sul retro la testimonianza autografa del soldato, testimone oculare della tragedia; il loro valore documentale diventa così veramente importante.
Trovate qui le foto in questione, insieme a molti dettagli sulla vicenda.
Grazie alla iniziativa dei soci della Associazione Culturale "Giugno 44", con il supporto del Generale Franco Stella, si sono interessati alla vicenda Harry Shindler, reduce inglese dello sbarco di Anzio e rappresentante in Italia della Italy Star Association, associazione dei reduci inglesi della Campagna d'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, e Marco Patucchi, giornalista de La Repubblica e scrittore.
Shindler e Patucchi hanno effettuato ricerche di archivio a Londra per ricostruire la vicenda, e da questa attività è nato un capitolo del loro libro dal titolo "La mia guerra non è finita" (Dalai Editore).
Contestualmente all'uscita del libro, una pagina de La Repubblica è stata dedicata allo stesso e, in particolare, alla vicenda del ponte di Allerona (cliccare per ingrandire). Trovate qui la versione online dell'articolo.
Sue Finley è una giornalista del New Jersey ed è figlia di un soldato americano, Richard Morris, che era sul treno e che riuscì a salvarsi durante il bombardamento. Nascosto nelle campagne della zona, si riunì agli Alleati che avanzavano quando il fronte di guerra raggiunse l'Umbria nel giugno del 1944. Ha trovato online la nostra ricerca e ci ha inviato un manoscritto del padre che racconta molti dettagli interessanti su come andò la vicenda. Presto il volume verrà pubblicato, con l'intento di raccogliere fondi per il monumento da collocare per il 28 gennaio 2012 sul luogo della tragedia.
Intanto altri ricercatori, in particolare Claudio Biscarini e Janet Kinrade Dethick, hanno dato ulteriori preziosi contributi alla ricerca sulla vicenda. In particolare il lavoro di Janet e dei suoi colleghi della Associazione "Friends of Orvieto Cemetery", che raccoglie molti cittadini inglesi residenti in Italia da anni, è consultabile qui.
Il lavoro di Janet ha in particolare consentito di rintracciare in Inghilterra, negli Stati Uniti e in SUdafrica i familiari di alcune vittime e di alcuni sopravvissuti al bombardamento del treno; ha addirittura incontrato di recente in Inghilterra un sopravvissuto, oggi novantenne.
Il 28 gennaio 2012 verrà inaugurato un monumento per ricordare le 400 vittime del treno. Il monumento verrà collocato sul luogo della strage.
Si sta occupando del design del monumento l'Istituto d'Arte di Orvieto.
Saranno presenti alla cerimonia rappresentanti dell'ambasciata inglese, l'ambasciata statunitense e l'ambasciata sudafricana; tali erano infatti le nazionalità dei prigionieri alleati sul treno.
Anche le Amministrazioni comunali di Orvieto, Allerona, Castel Viscardo e Montegabbione hanno aderito alla iniziativa.
Fabio Roncella

[28 gennaio 2012]
Inaugurazione del monumento presso il ponte!
Un resoconto qui.
[10 gennaio 2012]
Presentazione ai sindaci del progetto selezionato.
[24 dicembre 2011]
I progetti sono online qui!
[20 dicembre 2011]
Presentazione dei progetti preliminari realizzati dagli studenti del Liceo Artistico.
[9 dicembre 2011]
Sopralluogo al ponte con studenti e insegnanti del Liceo Artistico.
[18 giugno 2011]
Ricordiamo a Orvieto e a Montegabbione il bombardamento del 28 gennaio 1944.
Leggi qui il resoconto.