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28 Gennaio 2012

Sabato 28 gennaio è una bella giornata, fredda ma soleggiata. I manutentori di RFI e la Protezione Civile del Comune di Orvieto hanno avuto un bel da fare per sistemare tutta l'area; ora un ampio piazzale libero dalle sterpaglie e delimitato da transenne ospita le circa 250 persone confluite qui per la cerimonia.

Harry Shindler e Marco Patucchi incontrano gli Attachés Militari delle ambasciate.

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Alle 11:00 in punto inizia la cerimonia.

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Harry Shindler e il Generale Franco Stella illustrano il contesto storico e i dettagli della vicenda del 28 gennaio 1944.

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"Onori ai caduti!": il trombettiere dei Bersaglieri suona tre squilli, ed è il momento di scoprire il monumento. Il drappo viene rimosso da Sue Finley e Annie McCarthy, figlie del Sergente statunitense Richard A. Morris, scampato al bombardamento, e da Heather Pinnell, figlia del sommergibilista inglese Arthur Ross Pinnell, anche lui sopravvissuto al bombardamento.

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Segue la preghiera del pastore anglicano Russell Ruffino e del diacono cattolico Fulvio Guerriero.

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Poi sull'attenti durante l'esecuzione del silenzio fuori ordinanza.

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Il momento è di grande commozione.

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Ed ecco il monumento appena scoperto; si tratta di una grosso manufatto in ferro lungo 6 metri, alto 2 metri e 30 e largo 1 metro e 80.

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Fabio Roncella della Associazione "Giugno 44" ne illustra il significato. I tre principali elementi estetici del monumento sono dei binari, un parallelepipedo che rappresenta il vagone del treno, e una sfera che rappresenta la ciclicità della vita. La sfera è spezzata dalla tragedia, e i corpi intrappolati all’interno che cercano di uscire sono rappresentati da mani che si protendono verso il parallelepipedo. I binari cominciano a deformarsi man mano che si avvicinano al luogo della tragedia, e finiscono con l’abbracciare la sfera spezzata.

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L'epigrafe è bilingue; la frase in italiano è del prof. Alfredo Roncella, la traduzione poetica in inglese è di Janet Kinrade Dethick:

Fratello che passi, ricorda: Noi siamo morti qui per la tua libertà.
Remember this, all you who pass by this place: we died that you may be free.
28.01.1944 - 28.01.2012


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A fine cerimonia un nuovo momento di commozione per l'intervento fuori programma dell'amico Alceo Mechelli, unico testimone oculare della tragedia presente oggi alla cerimonia, che da ragazzo prese parte ai soccorsi immediatamente dopo il bombardamento.

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Potete vedere qui il servizio di Luca Filippetti su OrvietoTV:




Potete vedere qui il servizio di OrvietoSi TV:




Ed ecco il servizio del TG3 Umbria (edizione delle 19:30 del 28 gennaio 2012). L'intero telegiornale è disponibile anche online su Rai.it, ma qui è stato estratto il servizio sulla cerimonia.



Alla fine i saluti del Sindaco di Orvieto Toni Concina:

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Non possono mancare le foto di rito accanto all'opera delle tre autrici, da sinistra a destra Alina Sevastjanova, Francesca Nicolai e Alexandra Lebedenko:

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e dei bravi volontari che l'hanno realizzata: Giampiero Bacchio, Alessandro Santucci, Diego Santucci e Shyqyri Sheshi:

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Un ringraziamento particolare a Harry Shindler e alla Italy Star Association, a Giuliano Santelli e alla Protezione Civile del Comune di Orvieto, a Massimo Massino e a RFI - Rete Ferroviaria Italiana per l'aiuto, a OCM - Olimpieri Costruzioni Meccaniche Srl per la sponsorizzazione della sofisticata verniciatura del monumento, a Stefania Stopponi per la realizzazione del grande drappo in raso rosso (ben 36 metri quadri!), al Comune di Montegabbione, alle Associazioni di Montegabbione, alla Misericordia di Montegabbione e a Lorenzo Misciattelli del Castello di Montegiove per l'accoglienza agli ospiti e alle autorità, e a tutti coloro che, benché non citati qui, hanno sostenuto l'iniziativa.

Le foto della pagina sono state scattate da Daniele Stopponi, Michele Settepani e Catiuscia Santucci.

Appuntamento a Montegabbione sabato 16 giugno 2012; presto su montegabbione.net il programma delle prossime iniziative.

Fabio Roncella